Roberto Gualtieri

Archivio mensile: gennaio 2010

Al via la Presidenza spagnola dell’UE: 6 mesi decisivi per l’applicazione del Trattato di Lisbona

Dal 1 gennaio 2010 la Spagna ha assunto la presidenza di turno dell’Unione europea. Una presidenza non ordinaria, poiché avrà il compito di assicurare la transizione dell’UE verso le nuove regole del Trattato di Lisbona.

 

Il nuovo Trattato, infatti, modifica considerevolmente l’assetto istituzionale dell’Unione: conserva la presidenza semestrale dell’UE ma aggiunge due figure istituzionali, il Presidente permanente del Consiglio europeo (il belga Herman Van Rompuy), in carica per due anni e mezzo, e l’Alto Rappresentante per la politica estera e Vicepresidente della Commissione (l’inglese Catherine Ashton) che avrà il compito di rappresentare l’UE sulla scena internazionale.

Come intende orientarsi la Presidenza spagnola in questo nuovo quadro istituzionale? Innanzitutto istituendo una vera e propria “Troika” con gli Stati membri che assumeranno le due successive presidenze di turno, ossia Belgio e Ungheria; inoltre iniziando un’attiva collaborazione con il Presidente del Consiglio europeo e con l’Alto Rappresentante, fin dai primi appuntamenti istituzionali, come il Consiglio europeo convocato per il prossimo 11 febbraio, interamente dedicato alla crisi economica, e garantendo un’azione decisa dell’UE, di concerto con l’Alto Rappresentante, per un intervento europeo in seguito al recente terremoto ad Haiti.

Ed è proprio parlando di Haiti che il Primo ministro José Luis Rodriguez Zapatero ha esordito al Parlamento europeo, mercoledì 20 gennaio, nel corso della seduta di presentazione del semestre di Presidenza spagnola.

Zapatero ha affermato la necessità di uno sforzo collettivo dell’UE e della comunità internazionale per una ricostruzione profonda dello Stato haitiano, garantendo un aiuto immediato ed efficace alle popolazioni colpite, che devono essere le uniche protagoniste e destinatarie di quest’azione.

Il Presidente di turno ha illustrato le priorità che saranno sul tavolo della Presidenza: una Presidenza che – garantisce Zapatero – sarà fortemente europeista e volta a rafforzare il ruolo dell’Unione sia sul piano economico sia su quello politico.

Questo semestre rappresenterà infatti una fase di cambiamento su diversi fronti: un cambiamento economico, in seguito alla crisi economica; un cambiamento politico, con le nuove sfide istituzionali; un cambiamento nelle relazioni esterne, con l’approfondirsi del processo di globalizzazione; un cambiamento nelle relazioni con i cittadini europei, con l innovazioni previste dal Trattato di Lisbona.

Sul versante economico, la presidenza spagnola intende affrontare quattro grandi temi, nell’ambito della nuova strategia europea di rilancio economico “EU2020”.

– l’approfondimento dell’interdipendenza tra gli Stati membri sul piano energetico, per realizzare un mercato comune dell’energia e migliorare l’impiego di fonti energetiche rinnovabili nell’UE;

– lo sviluppo delle tecnologie legate alla società dell’informazione, settore in cui l’UE è leader, allo scopo di creare un vero e proprio mercato interno digitale;

– l’impegno per un’economia sostenibile, che contribuisca alla lotta contro i cambiamenti climatici, in particolare tramite un piano di sviluppo delle auto elettriche;

– l’investimento nella ricerca europea e nel sistema di istruzione, per migliorare l’eccellenza dell’università europea.

Il rafforzamento dell’economia europea non potrà però farsi senza un’unione politica che vada verso una sempre maggiore integrazione tra gli Stati membri e un’effettiva partecipazione dei cittadini alla vita politica europea: il Trattato di Lisbona fornisce nuovi strumenti alle Istituzioni europee per agire in questo senso.

Uno dei più importanti è senza dubbio il diritto di iniziativa dei cittadini, che permetterà ai cittadini europei di presentare delle proposte legislative che potranno essere recepite dall’UE. Nel nuovo assetto istituzionale creato da Lisbona, il Parlamento europeo rappresenterà il centro politico dell’UE: per questo la nuova presidenza auspica un coinvolgimento pieno di questa istituzione nella definizione di questo strumento.

Non da ultimo, la Presidenza spagnola intende dare rilievo alla dimensione esterna dell’UE, in primo luogo tramite la creazione del Servizio europeo per l’Azione esterna, lavorando insieme all’Alto Rappresentante. Bisognerà agire su diversi fronti dell’azione esterna: la dimensione della sicurezza e la lotta contro il terrorismo, la sicurezza dell’approvvigionamento energetico, l’apertura commerciale, l’aiuto alla cooperazione.

Šefčovič chiede di valorizzare il Trattato di Lisbona.

Ho trovato convincente l’audizione a Strasburgo del Commissario designato agli affari Interistituzionali e
all’Amministrazione, lo slovacco Maroš Šefčovič, che si è svolta lunedi
18 gennaio in Commissione Affari Costituzionali, ed a cui ho partecipato attivamente.

Il candidato commissario ha infatti
dato prova di competenza e capacità politica, prima di tutto quando si
è trovato a dover rispondere agli attacchi del PPE sulle sue presunte
affermazioni contro i Rom, ricordando il suo impegno concreto nelle
politiche a favore dell’inclusione dei Rom.

Ma è sul piano dei contenuti per il suo
prossimo mandato che Šefčovič ha dimostrato al meglio la sua qualità,
presentando una visione ambiziosa dei rapporti tra le istituzioni
europee che valorizza appieno il ruolo del Parlamento e le novità
contenute nel Trattato di Lisbona.

Rispondendo ad una mia domanda, Šefčovič ha inoltre preso impegni precisi sulla creazione
del Servizio Europeo per l’Azione Esterna, garantendone una rapida ed
efficace realizzazione, e impegnandosi per un pieno coinvolgimento del
Parlamento europeo nella definizione della struttura del servizio.
Inoltre il candidato commissario ha garantito il pieno controllo
parlamentare sul bilancio del SEAE, e l’impiego della procedura
legislativa ordinaria (ossia della codecisione tra Parlamento e
Consiglio) per la necessaria modifica dello statuto dei funzionari, che
dovrà provenire dalla Commissione, dal Segretariato Generale del
Consiglio e dagli Stati membri (ma non è esclusa la possibilità di un
coinvolgimento di personale proveniente dal PE).

Šefčovič ha poi saputo fornire risposte
adeguate sui diversi aspetti legati all’entrata in vigore del Trattato
di Lisbona, in particolare per quanto riguarda la novità
dell’iniziativa dei cittadini, prevista dal nuovo Trattato, che
rappresenterà una delle priorità più urgenti del suo prossimo incarico.
Infine, ha auspicato un ruolo attivo dell’UE per favorire la
partecipazione elettorale, attraverso il miglioramento dei programmi
comunitari rivolti ai cittadini e per incoraggiando la creazione di uno
spazio politico europeo.

Il suo impegno nei
confronti del Parlamento europeo e la sua volontà di rappresentare al
meglio l’interesse dell’UE, facendosi garante dell’applicazione dei
Trattati, fanno di lui un eccellente candidato, e costituiscono
un’ottima base per una migliore cooperazione tra Parlamento e
Commissione europea.

Ad Haiti auspicabile l’impiego della Gendarmeria Europea.

Riconoscendo la portata della tragedia che ha colpito la popolazione haitiana, l’Alto Rappresentante Catherine Ashton durante il dibattito del 19 gennaio pomeriggio in plenaria a Strasburgo, ha riaffermato l’impegno immediato dell’UE ad agire per un coordinamento degli aiuti umanitari degli Stati membri, a sostegno del ruolo svolto dalle Nazioni Unite e in collaborazione con gli Stati Uniti, e attraverso una partecipazione concreta in termini di risorse finanziarie ed umane.

Ho avuto modo di intervenire nel dibattito, esprimendo apprezzamento per lo sforzo in termini finanziari mostrato in questi ultimi giorni dall’UE, anche se -ho sottolineato- si potrebbe fare ancora di più.

Sugli altri fronti di risposta europea alla crisi, l’UE dovrà impegnarsi per garantire il sostegno alla missione ONU MINUSTAH che sta svolgendo un ruolo centrale sia sul fronte degli interventi di protezione civile che di sicurezza.

A supporto della missione ONU, resta tuttavia essenziale chiarire le questioni del coordinamento a livello europeo, sia per quanto riguarda il ruolo del Centro di Monitoraggio e di Informazione che per quello del Situation Center, e dell’auspicabile impiego della gendarmeria europea, di fronte all’esplicita richiesta delle Nazioni Unite.

Haiti: la commissione europea deve avviare una procedura per attivare la riserva per gli aiuti di emergenza

Oggi ho espresso il mio parere su cosa sia necessario fare in merito al tragedia che ha colpito le popolazioni di Haiti.

L’immane tragedia che ha colpito le popolazioni di Haiti ha gettato nella disperazione centinaia di migliaia di famiglie a cui va dato immediato aiuto e sostegno. Bene l’azione tempestiva della Commissione Europea che ha già stanziato un pacchetto iniziale di 3 milioni di euro per gli aiuti umanitari immediati. Ma non basta è necessario avviare subito la procedura per attivare la riserva per gli aiuti di emergenza in modo da ottenerne altri ancora. Il Consiglio e la Commissione vengano in Parlamento a riferire sul funzionamento del Community Protection Mechanism e del suo monitoring information center e sull’attivazione delle procedure per l’assistenza consolare per i cittadini Ue presenti ad Haiti per evitare quanto accaduto durante lo Tsunami e durante gli attentati a Mumbai.

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Audizione di Catherine Ashton a Bruxelles

Si è tenuta oggi al Parlamento Europeo l’audizione dell’Alto Rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune e Vice Presidente della Commissione Europea designato, Catherine Ashton. Durante le tre ore di discussione svoltasi in Commissione Affari Esteri, la Ashton ha affrontato tutti i principali temi relativi alla situazione mondiale e al ruolo dell’Unione Europea come attore globale: dagli scenari più critici come Iran, Afghanistan, Yemen e Medio Oriente fino ad arrivare alla creazione del nuovo Servizio Europeo per l’azione esterna, passando per il fondamentale ruolo dell’Europa per la difesa ed il rispetto dei diritti umani e a favore del processo di non proliferazione nucleare.

Tra le sue priorità la Ashton ha poi sottolineato il ruolo di primo piano che andrà riservato al Parlamento Europeo che dovrà essere un punto fermo per lo sviluppo del ruolo stesso dell’Alto Rappresentante e con il quale – ha detto – andranno condivise le idee ed i pareri del Consiglio in modo tale che all’interno delle apposite Commissioni parlamentari ci sia la possibilità di avere il più ampio e proficuo scambio di opinioni.

Rispondendo alla domanda di Roberto Gualtieri relativa alla situazione in Somalia, la Ashton ha sottolineato come la missione NAVFOR dell’Unione Europea rappresenti un successo e come sia utile considerare la possibilità di estendere la missione in modo tale da offrire assistenza e formazione sia alle forze di sicurezza terrestri somale, sia ai suoi guardiacoste.

La cultura liberaldemocratica della Bonino è parte fondante del PD

Oggi ho espresso il mio parere sulla candidatura di Emma Bonino alla regione Lazio. Ritengo che con la sua autorevolezza e le sue qualità, Emma Bonino è il nome giusto per ricostruire con i cittadini quel rapporto di fiducia nelle istituzioni inevitabilmente minato dalla drammatica vicenda di Piero Marrazzo, e al tempo stesso per garantire la continuità dell’azione di risanamento condotta in questi anni che, dopo la disastrosa eredità della destra, è condizione indispensabile per difendere la sanità pubblica e rilanciare delle politiche di sviluppo e di coesione sociale nella nostra regione. Non dobbiamo dimenticare che Emma Bonino è stata eletta al Senato nella lista del Pd e che la cultura liberaldemocratica che lei così bene interpreta ed esprime è, insieme alla cultura socialista e a quella cattolico-democratica, tra le culture fondative del progetto del Partito democratico.