Roberto Gualtieri

Archivio mensile: marzo 2010

Un’idea per un forum permanente: “Il Lazio Verso L’Europa”

“Il Lazio verso l’Europa” è un’iniziativa che ho voluto organizzare
per dare un contributo di merito alla linea proposta dalla candidata
alla Presidenza della Regione Lazio, Emma Bonino, con lo slogan ‘Lazio
regione europea’.

Alla manifestazione, il cui titolo completo era “Il Lazio verso l’Europa.
Ricerca, Cultura e Bandi – tutte le opportunità per il territorio”, assieme a me partecipava come relatore l’Assessore
allo Sviluppo Economico, ricerca, innovazione e turismo della Regione
Lazio e candidato del Pd al voto del 28 e 29, Claudio Mancini.

L’invito non era casuale, penso infatti che per poter utilizzare al meglio i fondi europei occorre ideare una
strategia e fare sistema, soltanto così riusciremo a dare un contributo
alto sia per la nostra regione sia per condizionare, come fanno già
numerose regioni d’Europa, il dibattito politico a Bruxelles. Ma per
fare questo occorre personale politico
qualificato come quello rappresentato da Claudio Mancini.

C’è poi bisogno di un cambio di
passo nella partecipazione del territorio alla progettazione: occorre
partecipare alla fase progettuale a prescindere dall’esistenza di bandi,
per favorire politiche innovative. Per
fare questo è necessario anche che la Regione, per favorire lo sviluppo
territoriale, assuma un ruolo di committente di progetti innovativi a
sostegno delle imprese.

Credo anche però che si dovrebbe istituire un Forum permanente che affronti
questi temi affinché questa linea guida diventi un tratto distintivo
della proposta del Pd.

INCOMPRENSIBILE IL SILENZIO DEL GOVERNO ITALIANO SUL NUCLEARE TATTICO

Come deputato europeo del Pd e portavoce per il gruppo dei socialisti e dei democratici per la sicurezza e difesa, non posso che apprezzare la risoluzione con cui oggi il Parlamento europeo ha chiesto un ruolo attivo dell’Ue nella prossima conferenza di revisione del Trattato di non proliferazione e ha preso una chiara posizione a sostegno della prospettiva di un mondo senza armi nucleari.

E’ particolarmente significativo che il Parlamento europeo, a larghissima maggioranza, abbia definito “anacronistiche” le armi nucleari tattiche presenti sul suolo europeo, esprimendo il suo consenso alle recenti prese di posizioni dei governi di Germania, Belgio e Olanda, che insieme all’Italia ospitano circa 200 ordigni nucleari “tattici” nel quadro di accordi Nato o bilaterali con gli Usa.

Di fronte a questi sviluppi sarebbe ora che il governo italiano ponesse fine al suo incomprensibile silenzio sulla materia e assumesse una posizione analoga a quella degli altri paesi europei che si trovano nella sua stessa condizione, attraverso un ampio confronto parlamentare.

LA MANIFESTAZIONE DI SABATO SIA A SOSTEGNO DELL’ALTERNATIVA PROPOSTA DAL PD.

La decisione del governo di intervenire attraverso un decreto d’urgenza sull’esclusione di alcune liste, tra cui quella del Pdl di Roma e Provincia, è stata un atto grave. Giusta  e doverosa quindi è stata la convocazione della manifestazione prevista per sabato prossimo a Piazza del Popolo da parte del Pd e a cui parteciperanno tutte le opposizioni. In quella manifestazione però va esclusa ogni tipo di contestazione del Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, che altro non ha fatto se non interpretare al meglio il dettato della nostra Costituzione. Invito tutti i cittadini di centrosinistra a partecipare alla manifestazione di sabato per farne un’occasione di sostegno alla proposta politica di alternativa avanzata dal Partito Democratico e dalle forze di centrosinistra.

STRATEGIA UE2020: UNA NUOVA SFIDA PER L’EUROPA

E’ ormai consapevolezza diffusa che la ragione principale del mancato successo della strategia di Lisbona, che puntava a fare dell’Ue la più competitiva e dinamica economia della conoscenza entro il 2010, è stata l’insufficienza dello strumento del “coordinamento aperto delle politiche economiche”, soprattutto nel quadro dell’assetto istituzionale ancora privo delle innovazioni introdotte dal Trattato di Lisbona. A ciò secondo molti si aggiungeva una eccessiva impronta neo-liberale e un’enfasi sull’economia della conoscenza che andava disgiunta da un’adeguata sottolineatura dell’importanza per l’Europa di rilanciare, attraverso l’innovazione, la sua vocazione manifatturiera. La nuova strategia EU 2020 che è stata proposta dalla Commissione e che dovrà ora essere sottoposta al vaglio delle altere istituzioni rimedia solo in parte a questi limiti. Certo i suoi obiettivi appaiono meno dispersivi, la dimensione sociale (crescita inclusiva) assume un rilievo maggiore e sulla carta ha la stessa dignità degli altri due pilastri (crescita intelligente e crescita sostenibile). Inoltre, fa finalmente la sua ricomparsa il termine a lungo desueto, se non bandito, di “politica industriale”, mentre la nuova architettura istituzionale edificata dal trattato di Lisbona (e il modo con cui il Presidente van Rompuy appare intenzionato ad interpretarla) apre la strada ad un rafforzamento ed una “politicizzazione” del Consiglio europeo che è la precondizione per realizzare una effettiva convergenza tra le politiche economiche degli stati membri.
Da questo punto di vista, la garanzia data alla Grecia e la ferma risposta ai non troppo mascherati tentativi di speculare contro l’euro costituisce sicuramente un segnale da non sottovalutare. E tuttavia tali innovazioni seppure importanti appaiono insufficienti. Da un lato di fronte a una crisi economica che sta mordendo in profondità nel tessuto sociale europeo (con conseguenze politiche assai pericolose, come dimostrano da ultimo le elezioni amministrative in Olanda) la dimensione sociale di EU 2020 dovrebbe avere ben altro rilievo e coerenza con gli altri pilastri, sia sotto il profilo degli obiettivo che degli strumenti (e da questo punto di vista il documento approvato dal gruppo dei Socialisti e dei Democratici offre delle importanti indicazioni di ciò che si potrebbe e si dovrebbe fare). Dall’altro lato, continua a essere elusa la principale sfida che l’Ue ha davanti a se dopo la creazione della moneta unica: affiancare alla politica monetaria della BCE una politica fiscale e di bilancio, capace di mobilitare e orientare risorse significative a livello europeo per grandi investimenti in reti, infrastrutture e innovazione. Ciò richiederebbe di affrontare con coraggio questioni come la riforma del bilancio europeo e il suo incremento attraverso un intervento sulle risorse proprie dell’UE, l’emissione di Eurobond, la critica di una riforma della governance del sistema bancario come quella prospettata dal progetto di Basilea 3, che non intacca quella fondamentale asimmetria negli incentivi agli investimenti che invece è indispensabile modificare se di vuole incoraggiare gli investimenti di lungo periodo e scoraggiare quelli speculativi. E’ vero che anche su questo fronte stanno maturando delle novità importanti: come dimostra la nascita del “fondo Marguerite”, che mette insieme l’italiana Cassa depositi e prestiti e i suoi omologhi per mobilitare una fetta del risparmio privato europeo (forse la nostra principale risorsa) in investimenti in reti ed infrastrutture, e soprattutto come indica la nuova proposta di costituzione di un Fondo monetario europeo. E’ compito di quanti hanno a cuore il futuro dell’Europa, a cominciare dal Parlamento europeo, impegnarsi perché questi segnali non rimangano isolati o senza seguito, e la strada di un vero “governo economico europeo” venga intrapresa con convinzione, realizzando le condizioni perché gli ambiziosi obiettivi di EU 2020 non rimangano sulla carta come quelli di Lisbona 2000.

Per saperne di più:
http://www.partitodemocratico.eu/canali.asp?id=246

Il pasticcio sulle liste a Roma è responsabilità dei dirigenti PDL

Il pasticcio combinato dai dirigenti del Pdl non può che essere ascritto alle loro incapacità.

Dopo la bocciatura del secondo ricorso fatto dal Pdl, a seguito dell’esclusione della propria lista di Roma e provincia, a causa di un ritardo nella presentazione, non si utilizzi strumentalmente quanto accaduto per far presagire complotti inesistenti.

I cittadini di Roma e Lazio hanno davanti ai loro occhi l’incompetenza del gruppo dirigente del centrodestra che dovrebbe governare una regione importante come la nostra. Adesso occorre attendere gli ulteriori sviluppi dopo la bocciatura di oggi da parte della Corte di Appello. Una cosa è certa, per parte nostra proseguiremo la campagna elettorale delle forze di centrosinistra e della candidata alla Presidenza Emma Bonino affinché i nostri concittadini non cadano in mani così inesperte.