Roberto Gualtieri

Archivio mensile: settembre 2010

Veltroni? Metà della minoranza

Fermo restando che Bersani è il nostro candidato, può essere anche un bene che si discuta. Apprezzo il fatto che Veltroni si sia finalmente convertito alla dialettica interna, che non apprezzava affatto da segretario. Si lamenta delle critiche che gli abbiamo rivolto quando guidava il PD, ci ha accusati di disfattismo, di sfascismo. Ma noi, al contrario di quello che sta facendo lui oggi, non abbiamo mai minacciato la creazione di un movimento.

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CHITI LAVORERA’ NELL’INTERESSE DI TUTTO IL PARTITO

La nomina di Vannino Chiti a Commisario del Pd  del Lazio è una scelta di alto profilo e di grande autorevolezza; ma è soprattutto una scelta opportuna dopo le dimissioni dell’ex segretario Alessandro Mazzoli e dopo il mancato raggiungimento del quorum per l’elezione di Piero Latino. E’ giusta e tempestiva quindi la decisione assunta dalla direzione nazionale per il Pd del Lazio, vista la delicata e urgente fase politica che stiamo attraversando. Vannino Chiti è la migliore garanzia per un rilancio del nostro partito nel Lazio certi che lavorerà nell’interesse di tutti.

Sistema tedesco più coerente con nuovo Ulivo

Tra i diversi modelli di legge elettorale con cui superare la pessima legge Calderoli, quello tedesco non solo e’ la soluzione piu’ realistica in questo Parlamento, ma e’ anche il sistema che meglio puo’ garantire un equilibrio tra rappresentanza e governabilita’, favorendo al tempo stesso la semplificazione del quadro politico e la ricostruzione di un rapporto tra eletti e territorio. La tesi che il sistema tedesco metterebbe a rischio il bipolarismo o il progetto del Pd e’ del tutto campata in aria. Cio’ che per decenni ha impedito l’alternanza in Italia infatti non e’ stata certo la legge proporzionale, ma l’esistenza del piu’ grande Partito comunista d’Europa. D’altronde, nella maggioranza dei paesi europei vi sono sistemi elettorali a base proporzionale e non risulta che la democrazia dell’alternanza ne risulti compromessa. Quanto al Pd, il suo e’ un elettorato di centrosinistra, e con il sistema tedesco l’esigenza di rappresentarlo verrebbe rafforzata e non certo indebolita. Cosi’ come la strategia del nuovo Ulivo troverebbe il suo naturale ambiente politico-istituzionale, con una legge che consentirebbe al Pd di presentarsi agli elettori con il suo simbolo (ed il suo segretario candidato Premier) nel quadro di un’alleanza politica con le forze piu’ affini, superando il dilemma tra coerenza politica e credibilita’ della sfida alla destra imposto dal meccanismo del premio di maggioranza. L’obiezione che cio’ renderebbe poco trasparenti le scelte dei partiti determinando la formazione delle maggioranze in Parlamento e’ anch’essa inconsistente, perche’ in tutti i regimi parlamentari le maggioranze si formano in Parlamento sulla base degli impegni presi con gli elettori e del risultato uscito dalle urne (come e’ avvenuto recentemente in Gran Bretagna, in Spagna e in Germania), e negare questo principio significa sostenere la necessita’ dell’elezione diretta del governo, cioe’ il presidenzialismo, nel quale pero’ l’elezione del parlamento e’ del tutto indipendente da quella del governo.

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