Roberto Gualtieri

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Farfalle

In Italia – per fortuna – sta rinascendo l’Iri, persino sul Financial Times ora scrivono che bisogna nazionalizzare le banche e che la crisi mostra che l’era dell’egemonia politica, economica e culturale dell’occidente è al tramonto, Frank Schirrmacher sulla Faz arriva a citare Engels, parla di “bancarotta della metafisica del mercato” e paragonando la tempesta finanziaria al terremoto di Lisbona conclude che essa “non cambierà solo il mondo ma anche il modo di pensare” (non parliamo poi di Heribert Prantl che sulla Sueddeutsche Zeitung dice che bisogna tornare a “dare allo Stato quello che è dello Stato” e non limitarsi a trattarlo come un “utile idiota”che paga e poi si ritira in buon ordine). Il giornalismo italiano si conferma quello culturalmente più di destra (e più ottuso) d’Europa. E noi continuiamo ad andare per farfalle.

Alla faccia del Financial Times

Alla faccia dei gufi, dei falsi amici e della retorica sull'”Europa dei cittadini” (esemplare a riguardo il Financial Times di oggi, con un editoriale in cui si afferma che il Consiglio europeo di oggi dovrebbe rinunciare a un nuovo trattato e evitare di “try to gang up and bully Ireland into voting again”, seguito da un articolo di Charles Wyplosz che lamenta l’assenza di democrazia dell’Ue, salvo poi notare che un auspicato approdo di tipo federale fondato sul voto diretto dei cittadini per i vertici dell’Ue “would divide nations and people within each nation”), il Regno Unito ha ratificato il trattato di Lisbona e la Merkel ha detto ieri in Parlamento che occorre “dare a Dublino la possibilità di rientrare in gioco”, respingendo sia l’ipotesi di un’Europa a due velocità che quella di un abbandono del trattato. Come era prevedibile l’Europa dei parlamenti nazionali e dei governi è più saggia di quella dei giornali, ed il Consiglio europeo di oggi pomeriggio dovrebbe confermarlo.