Roberto Gualtieri

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Cultura ombra

Non pago della sua brillante performance nel già leggendario dibattito con Bondi (invito a guardare per credere, soprattutto i minuti 56-62), il ministro ombra della cultura del Pd Vincenzo Cerami ha imbracciato la penna e a scritto sull’Unità quel che pensa di Gramsci. I passaggi concettualmente più densi dell’impegnativo articolo, con il quale per la prima volta un esponente di primo piano del Pd è entrato in un dibattito che ha visto protagonisti finora esponenti del Pdl (cfr. tra gli altri gli interventi di Bondi e di Zecchi), sono i seguenti: “Gramsci è per noi un caposaldo, un punto di partenza etico fondamentale per una concezione alta della lotta politica[…] ed è la sua lezione che mi ha fatto dire l’altra sera che bisogna guardare il presente per capirlo e per meglio agire politicamente e culturalmente […]. Si impone in questi giorni [sic] un’analisi nuova della nostra società, che ha ben pochi agganci con il passato”, perché rispetto al periodo fascista si è compiuta “l’omologazione pasoliniana”. Qual è questa analisi nuova? “Giorno dopo giorno emerge la nuova classe degli ‘impoveriti’, una classe che i linguisti chiamerebbero ‘sincretica’” [sic], a cui noi dobbiamo offrire “la sicurezza reale”. E Gramsci? “Gramsci, con i suoi scritti e con il suo esempio, esorta gli uomini a non rassegnarsi mai, a non accettare supinamente lo stato delle cose[…], ci dice di studiare, di organizzarci, di agire per ‘cambiare il mondo’. Parole quantomai sacrosante in questo periodo di depressione sociale. Non dimentichiamo, certamente, i nostri padri, ma neanche i nostri figli”.

Non ci permettiamo di giudicare questo scritto di Cerami (anche perché si giudica da sé). Ci limitiamo a consigliare amichevolmente al suo autore di dare corso a quanto ha affermato nel dibattito con Bondi, che a questo punto appare quantomai saggio e opportuno: si conceda una (possibilmente lunga) pausa da Gramsci, riponga nel cassetto i suoi scritti e torni a occuparsi d’altro. Lui gliene sarebbe sicuramente grato. E noi pure.

Scherzi estivi

Va bene, lo scherzo di quello che torna da un viaggio dopo un mese senza giornali e trova il mondo alla rovescia è vecchio ma è sempre divertente (per un po’): e allora passi Bondi che sostiene l’importanza e l’attualità di Gramsci e il ministro ombra del Pd che invita a lasciarlo nel cassetto, passino gli esponenti del mio partito che accusano il governo Berlusconi di non essere abbastanza liberista su Alitalia, di non essere abbastanza filoamericano sulla Georgia, di violare la sovranità degli Usa e della Nato sul suolo italiano escludendo colpevolmente la possibilità di un attacco armato alla Libia dal nostro paese (non si sa mai). Ma la Lazio capolista non fa ridere per niente.